Logo assossociazione Genea Onlus Logo Associazione senza fini di lucro per lo studio la prevenzione e la terapia della infertilita femminile e maschile Foto di neonato

Da cosa dipende la normale fertilità maschile e qual'è l'impatto del tumore e dei suoi trattamenti

Stampa E-mail

Immagine 5

Fertlità maschile
Tumori e fertilità
Chemioterapia
Radioterapia
Chirurgia

La fertilità maschile dipende da:
un'adeguata produzione di spermatozoi da parte dei testicoli (spermatogenesi), dalla libera circolazione del liquido seminale nelle vie genitali maschili, e infine da un adeguato deposito di spermatozoi all'interno della vagina della donna


Tumori e fertilità:

Alcuni tipi di tumore possono essere associati ad una diminuzione della qualità dello sperma anche prima dell’inizio di qualsiasi trattamento. Circa la metà degli uomini con linfoma di Hodgkin e con cancro del testicolo hanno un  numero di spermatozoi minore rispetto ai maschi sani  al momento della diagnosi di tumore.  

Chemioterapia
La chemioterapia agisce distruggendo le cellule in rapida divisione. Le cellule tumorali rappresentano il principale bersaglio di un trattamento chemioterapico tuttavia nel corpo umano esistono altre cellule che fisiologicamente si dividono rapidamente e putroppo anche queste subiscono gli effetti della chemioterapia. Tra queste vi sono anche le cellule germinali (spermatozoi e ovuli) e la loro distruzione può causare oligospermia (bassa quantità di spermatozoi nell’eiaculato) o azospermia (mancanza di spermatozoi nell’eiaculato) e quindi infertilità. È molto difficile prevedere l’impatto sulla fertilità e se questa  sarà temporanea o permanente a causa di un trattamento chemioterapico, in quanto gli effetti dipendono dalle diverse combinazioni di farmaci somministrati, dal loro dosaggio, ma anche dalla fertilità prima della chemioterapia e dall’influenza del cancro in sé. In molti casi l’azoospermia o la oligospermia sono condizioni temporanee, e la produzione di spermatozoi (spermatogenesi) riprende spontaneamente nei mesi o negli anni successivi alla terapia. Tuttavia, secondo recenti studi, il danno che la chemioterapia può provocare alla struttura genetica degli spermatozoi viene riparato dall’organismo nel giro di due anni, per cui si suggerisce di aspettare almeno due anni prima di pensare a un figlio.
La normale attività sessuale, è invece raramente compromessa dalla chemioterapia poiché le cellule di Leydig, responsabili della produzione del testosterone, sono molto più resistente agli effetti del trattamento chemioterapico.
Negli ultimi anni sono stati sviluppati nuovi farmaci antitumorali, detti biologici, con un meccanismo differente dai chemioterapici i cui effetti sulla fertilità non sono noti.


Radioterapia

Il tipo e la dimensione del cancro determinano l’area del corpo che deve essere irradiata e il dosaggio delle radiazioni. Per la radioterapia la probabilità di infertilità dipende dal dosaggio, dalla protezione, dal frazionamento della dose e dall’area di irradiazione. Le cellule germinali che formano gli spermatozoi, sono molto sensibili agli effetti della radioterapia e dosaggi anche molto bassi possono causare danni irreversibili. Una total body irradiation (TBI) o una irradiazione testicolare diretta può causare un danno diretto alle cellule germinali e quindi sterilità.
Anche una radioterapia sul cervello può indirettamente provocare infertilità a causa di un possibile danneggiamento della ghiandola pituitaria, responsabile del rilascio degli ormoni necessari per la formazione degli spermatozoi e la produzione di testosterone,

Chirurgia
Nel tumore del testicolo, se diagnosticato in uno stadio iniziale, l’asportazione del testicolo malato in sé non modifica la vita sessuale del paziente, in quanto lo squilibrio ormonale è rapidamente compensato dal testicolo sano.
Dopo l’asportazione del testicolo, si può procedere all’inserimento di un testicolo artificiale che preserva l’aspetto estetico dello scroto facilitando nel paziente il recupero della stima di sé e del proprio corpo.
Nel caso in cui il tumore invece sia diagnosticato in una fase più avanzata  si può rendere necessaria un intervento chirurgico sui linfonodi addominali. L’asportazione dei linfonodi può provocare infertilità in quanto l’intervento può andare a coinvolgere i nervi responsabili dell’erezione e delle funzioni eiaculatorie. Oggi grazie a nuove sofisticate tecniche chirurgiche, come il nerve sparing (risparmio dei nervi) è possibile preservare la fertilità e ridurre al minimo il rischio di disfunzioni erettili ed eiaculatorie.